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  • Autore: LUCA
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MEGLIO UNA TRANS OGGI CHE UNA GALLINA DOMANI - prima parte

MEGLIO UNA trans OGGI CHE UNA GALLINA DOMANI - prima parte L'ho incontrata per caso in una trattoria. Era venerdì sera ed ero a cena coi vecchi amici del paese Lei faceva la cameriera, era davvero una gran figa e tutti gli ospiti maschi del locale, dopo aver esagerato col vino, facevano battute pesanti. I miei amici non erano da meno, anzi, uno di loro si è spinto fino a darle una manata sul culo. Non mi sono mai piaciuti questi atteggiamenti da villani, così, mentre lei ancora presente, gli ho versato un bicchiere di vino sulla testa e l'ho mandato a 'fanculo. Era talmente ubriaco che, invece di incazzarsi, si è messo a ridere. Mi sono alzato in piedi e le ho chiesto scusa per tutti noi. - Non ti preoccupare, ci sono abituata. Il venerdì sera succede spesso. Comunque grazie, sei davvero gentile. La cena è proseguita per un'altra ora ma, almeno al nostro tavolo, nessuno le ha più mancato di rispetto. Siamo stati gli ultimi ad andare via, gli amici mi avevano lasciato i soldi e stavano cantando e pisciando nella campagna vicina al parcheggio. Io, il più sobrio, ero incaricato di pagare il conto. Il titolare stava sistemando la cucina insieme alla moglie ed all'aiuto cuoco, perciò alla cassa c'era lei. Era davvero splendida. Carnagione scura, occhi verdi, capelli neri lunghi e labbra carnose. Alta, bel seno, sedere esposto e fianchi ad anfora. - Scusa ancora per-per prima, abbiamo-biamo be-bevuto un po' troppo..., ho balbettato io per l'emozione. - Mi ha regalato un sorriso da "Mentadent White System" e mi ha stretto la mano. Io mi chiamo Isabel e tu? - Io-io Gianluca , ma tutti mi chiamano Lu-luca. - Piacere Luca. Senti, di solito mi accompagna l'aiuto cuoco, ma anche lui ogni tanto allunga le mani. Se mi aspetti una mezz'ora, finisco qui e mi porti a casa tu, di te mi fido... - Ma ce-certo!!! Ho detto agli amici che non mi sentivo bene e sarei andato subito a casa, mentre loro sarebbero andati in discoteca. Le macchine bastavano, così li ho salutati e sono partito verso il paese. Sapevo che loro sarebbero andati nella direzione opposta, perciò mi sono fermato 10 minuti e sono tornato al parcheggio della trattoria. Tempo altri 10 minuti ed è uscita lei, ho lampeggiato per farmi riconoscere ed è salita in auto. Mi ha sorriso di nuovo. - Grazie, almeno per stasera quello stronzo non mi darà fastidio. - Do-dove ti devo po-portare? Mi ha dato un bacio sulla guancia e mi ha tranquillizzato. - Dài, rilassati, io mi fido di te e tu ti devi fidare di me. Abito a XXXXXXXXXX, è un paese qui vicino, lo conosci? Un po' per magia, un po' per non lo so, la balbuzie emotiva è scomparsa. - Certo, anch'io abito lì!!! Io in via Cavour e tu? - Via xxxxxxxxxxxx, xxx, alle case popolari. Sto con mia madre, lei è nata in Argentina ed è arrivata in Italia nel 1986. Qualche anno dopo, ha conosciuto papà, si sono sposati e sono nata io. - Lui è... - Sì... 4 anni fa... E tu, tu cosa fai? - Oh, niente di speciale. I miei hanno un po' di terra e coltiviamo fragole e kiwi. - Mi ci porti? Dài, fammi vedere... L'ho accompagnata nei campi di famiglia, era metà aprile, molte fragole erano già mature e riempivano l'aria con il loro profumo. Siamo scesi dalla macchina, Isabel ha respirato a pieni polmoni, mi ha abbracciato e mi ha baciato in bocca. Poi mi ha spinto contro la portiera e mi ha baciato ancora. - E' un posto meraviglioso, ha sussurrato. Timido, sì, ma imbecille no. L'ho afferrata per i fianchi e le ho palpato il culo e le mammelle continuando a baciarla. Uhhh, che libidine! Il culo era morbido e, sotto la minigonna, lasciava le mie mani libere di esplorare. Le tette erano sode e proporzionate. Abbiamo continuato così per un po', poi lei mi ha abbassato i jeans e gli slip e mi ha preso il cazzo già erettissimo in mano. Io ho cercato di arrivare alla vagina, ma lei mi ha bloccato la mano. - No, è troppo presto, ha bisbigliato. Devo restare vergine fino al matrimonio. Si è chinata, ha ingoiato il mio cazzo e l'ha leccato e succhiato dimostrando una certa esperienza. Ero disorientato: "Ma come fa una superfiga del genere ad essere ancora vergine? E poi fa i bocchini come una escort Ma se la lecco o la masturbo, non la svergino mica! E perchè ci sta con uno sfigato come me? Devo ammettere che, mentre lei mi faceva godere ed ingoiava il mio liquido seminale, queste domande non mi sono sembrate così urgenti. CONTINUA

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